Passando per Camerino

Informazioni essenziali

Distanza: 37 km
Durata: 7h 45'
Difficoltà: 3

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elevazione nord

Da Pontelatrave a San Marcello

L'itinerario della variante per Camerino coincide con quello passante per Polverina, fino al convento di San Francesco di Pontelatrave, oltrepassato il quale, imboccata la strada di destra, dopo 320 m svolti a sinistra anziché proseguire diritto verso il lago. Da qui si impone al tuo sguardo la mole poderosa del castello di Beldiletto, antico fortilizio dei Da Varano fatto costruire da Giovanni nella seconda metà del '300, che Giulio Cesare trasformò in residenza nel XV secolo. Dopo 280 m si trova un ponte romanico: innalzato nel XIV secolo su fondamenta romane, testimonia la funzione di crocevia svolta da Pievebovigliana, nel medioevo come nell'età moderna; presso la frazione di Pontelatrave confluivano infatti i vari tracciati che attraverso la dorsale appenninica giungevano dal sud d'Italia, passando per Norcia e Visso.

Giunto ormai all'incrocio con la strada Statale 77, sul lato destro, in direzione di Macerata, si trova lo stabile già adibito a casa della posta, nel XIX secolo gestito dalla famiglia Cianni. Da qui, dopo appena 260 m sulla Statale, svolti a sinistra ed ancora a sinistra al bivio seguente: è questa la scorciatoia per San Marcello, piccola frazione del Comune di Camerino, che raggiungi in 2,80 km; la strada tuttavia ti consente di sfiorare l'abitato senza entrarvi.

Da San Marcello a Camerino

Dalla frazione di San Marcello Sali in località Cignanello fino all'incrocio con la strada Provinciale 132 che, con prudenza, prendi a sinistra e che abbandoni dopo 620 m svoltando a destra nella strada sterrata di collegamento con via Conti di Statte; attraversata quest'ultima, prosegui nella prospiciente via arano, quindi oltrepassi via Baudana Vaccolini e tiri dritto lungo borgo San Giorgio, superando anche viale Seneca fino in via Leopardi. Allora giri a sinistra imboccando la strada Provinciale 18 che in 400 m ti conduce davanti alla porta Malatesta, da cui accedi al centro storico di Camerino: sul lato sinistro, dopo 70 m, scorgi la piccola chiesa di San Giacomo, cui era annesso un hospitalis documentato già nel 1395.

CURIOSITÀ: dalla chiesa di San Giacomo, imboccando sulla destra via Battista, puoi raggiungere piazza della Vittoria dalla quale si accede ai giardini pubblici, ricavanti in realtà nel 1872 sul luogo del fossato della vicina rocca fatta costruire da Cesare Borgia; qui, presso il mastio, Clemente VII fece nascondere il tesoro della Santa Casa di Loreto per porlo in salvo dai pirati che infestavano l'Addriatico.

In Camerino

Camminando lungo via di S. Giacomo, giungi in piazza Santa Maria in Via, antistante al santuario che, ricostruito tra il 1639 ed il 1642 per volontà del cardinale Angelo Giori su progetto di Camillo Arcucci, allievo del Bernini, accoglie l'icona della Madonna col Bambino, del 1350, che la tradizione vuole portata dai Crociati provenienti da Smirne.

Poi prendi a destra via Pieragostini, quindi a sinistra in via Lili; quando questa confluisce in via XX Settembre, girà di nuovo a destra in corso Emanuele II, sfiorando il palazzo Bongiovanni, fino al 1571 residenza del Vescovo e ora sede del Comune e pervenendo in piazza Cavour, sulla quale si erge la statua bronzea di Sisto V, realizzata nel 1587 da Tiburzio Vergelli, e sulla quale prospettano la cattedrale della Santissima Annunziata, il Palazzo arcivescovile ed il Palazzo ducale.

APPROFONDIMENTO: il Palazzo ducale fu residenza dei Da Varano, eretto nel XIII secolo ed in seguito ampliato a più riprese, l'ultima delle quali, attribuita a Baccio Pontelli, risale al XV secolo, sotto la signoria di Giulio Cesare; posteriore è l'odierno Palazzo arcivescovile, costruito nel seconda metà del '500, forse su progetto del Vignola.

La Cattedrale, nella sua configurazione attuale, è frutto della ricostruzione operata d Andrea Vici, e Clemente Folchi per ciò che concerne la facciata, in seguito al terremoto del 1799 che aveva gravemente danneggiato la fabbrica duecentesca; presso la cripta, racchiuse in un'arca gotica, si venerano le reliquie di San Ansovino che fu vescovo di Camerino nel IX secolo.

Dalla piazza prendi a destra via Veneziani, poi diritto in via Ridolfini che ti porta fino all'ex convento di San Domenico, che fu fondato dopo il sacco svevo del 1259, scendendo la rampa che svolta a sinistra e girando a destra in corrispondenza dell'incrocio con via Betti. Qui prendi via Antinori, la seconda a destra, che ti conduce in piazza San Venanzio, sulla quale si affaccia la basilica.

APPROFONDIMENTO: della primitiva chiesa gotica, ad oggi, restano la facciata, il pronao ed il campanile, poiché il resto della fabbrica fu infatti riedificato nel XIX secolo sui disegni di Luigi Poletti; la cripta custodisce le reliquie del Santo.

Dalla piazza entri nella strada Provinciale 18, in direzione nord, fino alla porta San Giovanni, superata la quale, dopo 50 m, si apre il vicolo dei Fabbri, in lieve salita, che si snoda fra le case e che in 70 m arriva al monastero delle Clarisse, dove riposano le spoglie della Beata Camilla Battista da Varano e presso cui puoi trovare ospitalità.

Da Camerino a Valcimarra 

Continuando lungo la Provinciale 18, giungi all'incrocio con via Le Mosse che imbocchi a sinistra; prosegui diritto oltre la prima rotonda, poi prendi la prima uscita a destra alla rotonda successiva, ritornando sulla Provinciale 18. Dopo 1,40 km, sulla sinistra, puoi prendere la strada per il convento di Renacavata, sul luogo in cui in precedenza era situata una domus hospitalis e dove nel XVI secolo prese avvio la riforma dei Cappuccini.

Dopo altri 625 m sulla Provinciale 18 segue un altro bivio, con la strada Provinciale 22 che in 830 m ti conduce ai piedi della chiesa di San Gregorio di Dinazzano in cui si conserva in affresco cinquecentesco della Traslazione della Santa Casa. Continuando invece in direzione di Macerata, passati altri 230 m, svolta a sinistra la strada per Piedilapiaggia, in discesa, con la quale raggiungi il fondovalle: a circa 2,30 km dal bivio si trova l'ex complesso ospitaliero con la chiesa, oggi abitazione privata, che fondò nella seconda metà del '400 Venanzio di Giovanni, eremita di Statte. Dopo ulteriori 2,70 km la strada confluisce nella Statale 77 presso Campolarzo, frazione del Comune di Caldarola. Da qui l'itinerario coincide con quello passante per Polverina.

Passando per Polverina

Informazioni essenziali

Distanza: 29 km
Durata: 6h 00'
Difficoltà: 2

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elevazione sud

 

Da Muccia a Pontelatrave

A Muccia percorri la Piazza della Vittoria fino al mulino ad acqua dove oltrepassi il torrente e sali la rampa di scale in ferro fino al marciapiede al livello della SP 256, quindi attraversi l’incrocio con la SS 77.

Imbocchi la strada che, verso sud, ti conduce al bivio tra Via Papa Giovanni XXIII e Via della Piane che prendi a sinistra; seguendo il tracciato, entri prima nella frazione di Varano, poi di Giove, allora attraversi la SP 209 per immetterti su uno sterrato, abbandonandolo quando questo volge a destra, verso la villa della Maddalena: prendendo invece il sentiero sulla sinistra arrivi in 1,20 km al convento di San Francesco di Pontelatrave.

APPROFONDIMENTO: la chiesa con l'annesso convento fu fondata, narra la tradizione, dal Poverello di Assisi intorno al 1215 che qui, tra i boschi, aveva trovato riparo e che, secondo il Wadding, avrebbe tramutato in vino l'acqua del pozzo, tuttora conservato, per dissetare gli operai che vi attendevano alla costruzione. L'attuale configurazione della chiesa risale al XIV secolo, mentre il convento fu riedificato nel '700. Nel tempio sono presenti affreschi di Cola di Pietro e Girolamo di Giovanni. Andò invece perduto nell'incendio del 1892 il crocefisso ligneo, che dava il nome alla chiesa, donato dal Santo, in luogo del quale oggi è posta in venerazione una copia. Sotto il portico si leggono tracce di affreschi che richiamano la vita di Francesco, dei secoli XIII e XV.

Da Pontelatrave a Polverina

Imboccata la strada di sinistra all'uscita del convento, ed attraversata la Provinciale 99 dopo 320 m, prosegui diritto in direzione di Macerata, passando oltre il castello di Beldiletto, già fortilizio ed in seguito residenza dei Da Varano, costeggiando il lago: l'invaso artificiale, formato dallo sbarramento sul Chienti ed un tratto di fiume a monte e a valle, rientrano nell'Oasi di Polverina, posta a cavallo tra i Comuni di Pievebovigliana, Fiastra e Camerino, a protezione del bosco ripariale a salice bianco e dell'avifauna, in particolare aironi, nitticore e cormorani. A circa metà della sua estensione, trovi un bivio: prendendo la via a destra, in salita, puoi raggiungere in 1,30 km la chiesa di San Giovanni dell'Isola, eretta nel XIV secolo, con il suo portichetto su colonne ottagone in laterizio, aperto ad accogliere viandanti e pellegrini. Continuando invece lungo il percorso, dopo 1,90 km pervieni all'abitato di Polverina, nel Comune di Camerino, che raggiungi dopo un breve tratto di 90 m sulla strada Provinciale 98 che imbocchi a sinistra.

Da Polverina a Valcimarra

Da Polverina ti immetti con la debita prudenza la strada Statale 77 lungo cui si estende il piccolo borgo, in direzione di Macerata, e cammini per 1,20 km passati i quali imbocchi la prima via a destra. Al successivo bivio, sulla destra puoi prendere per la chiesa di San Giusto in San Maroto, mentre proseguendo a sinistra, dopo un'ampia curva, il tracciato risale verso nord, riaccostandosi alla superstrada Foligno-Civitanova Marche, fino alla frazione di Valdiea. Prima ancora di salire al paese, svolti a sinistra; tramite un ponte oltrepassi la quattro corsie e riprendi la Statale 77 in località Sfercia. Qui, sulla sommità di una rupe ubicata tra la valle del rio di San Luca e la valle del Chienti, svetta la rocca Varano: sorta sul luogo di un più antico fortilizio, la rocca venne restaurata da Giovanni Varano nel XIV secolo e fu tra i più importanti presidi del sistema difensivo camerte; finito il ducato, lo stabile fu trasformato in casa colonica.

CURIOSITA’: insieme a circa 20 torri disseminate sul territorio, il castello è parte del sistema delle "Rocche celesti": l'iniziativa, promossa dalla Comunità montana di Camerino, intende valorizzare questi siti per l'osservazione guidata della volta celeste.

Camminando sul vecchio tracciato della Statale 77, arrivi alla frazione di Bsitocco, nel Comune di Caldarola; 75 m prima di entrare nel piccolo nucleo abitato, entri nel sentiero a sinistra che supera la quattro corsie e sale il crinale del monte Fiegni, si avvicina ai ruderi dell'abazia di San Benedetto de crypta Saxi Latronis, eretta nel IX secolo a strapiombo sulla roccia, quindi avanza fino al santuario della Madonna del Sasso.

APPROFONDIMENTO: immersa in una fitta lecceta, di fronte alle case di Campolarzo, la piccola chiesa è come incastonata in un antro naturale, dove la leggenda vuole si nascondesse la Sibilla Cimaria e che i Benedettini della vicina abazia elessero per romitorio. La fabbrica, costituita di tre campate coperte a rociera, conserva presso l'altare un frammento di affresco che ritrae la Madonna di Loreto, del XV secolo.

Da Valcimarra a Caldarola

Dalla Madonna del Sasso discendi verso Valcimarra Alta, prendendo a sinistra al primo bivio, ed ancora al secondo e al terzo. Quando la strada confluisce in quella tangente alle quattro corsie, puoi svoltare a sinistra per raggiungere in 500 m il borgo di Valcimarra Bassa dove permane lo stabile già dell'albergo San Giorgio, casa di posta; altrimenti prosegui verso destra, costeggiando il lago di Borgiano per 1,61 km, quindi al trivio imbocchi la via centrale che va a lambire il castello di Pievefavera, superandolo, per poi congiungersi con la strada Provinciale 502.

CURIOSITA’: nel castello, voluto dai Da Varano, presso la chiesa, eretta nel XII secolo ed intitolata a Santa Maria Assunta, si conserva il fonte nel quale fu battezzato il Beato Francesco Piani.

Dopo appena 300 m abbandoni la strada Provinciale, svoltando a destra al primo bivio, ed ancora a destra al successivo con via Rimessa che oltre un'ampia curva entra in via Pallotta, ai piedi del castello di Caldarola; qui trovi la collegiata dei Santi Gregorio e Valentino.

APPROFONDIMENTO: la chiesa fu costruita all'inizio del '600 per volere del cardinal Evangelista Pallotta, prefetto della fabbrica di San Pietro sotto Sisto V, sulle rovine della precedente tempio fondato dai Longobardi alla fine dell'VIII secolo; sono qui esposti in venerazione un sacello processionale della Santa Casa, del XVIII secolo, ed una madonna del Rosario, dipinta a olio da Giovanni Andrea De Magistris e Durante Nobili.

Da Caldarola a Belforte del Chienti

Dalla collegiata dei Santi Gregorio e Martino percorri via Pallotta fino in fondo; a circa metà della sua lunghezza, all'angolo con via Durante, sulla destra, si trova il Teatro comunale, già sede del Comune e residenza del Podestà, innalzato e donato dal Cardinale nell'anno 1600. Al successivo incrocio con la Provinciale 502 si apre la piazza Vittorio Emanuele II, su cui si affacciano la collegiata di San Martino ed il santuario di Santa Maria del Monte.

APPROFONDIMENTO: la collegiata di San Martino, cui era in realtà dedicata anche la piazza, come la precedente fu fabbricata su commissione del cardinal Evangelista Pallotta e presenta opere dei De Magistris; il santuario di Santa Maria del Monte, aperto al culto nel 1780, sorge sull'area prima occupata dalla precedente chiesola in cui già si venerava la tavola della Vergine che nel 1491 il Beato Francesco Piani fece dipingere da Lorenzo D'Alessandro.

Imboccata la Provinciale 502 a sinistra, cammini fino alla rotonda, quindi prendi la seconda uscita a destra, immettendoti nella strada Provinciale 7 che dopo circa 2,30 km passa sotto la Statale 77 e, superati altri 640 m, si interseca con via Santa Maria, ai piedi del castello di Belforte del Chienti. Attraversata la strada, imbocchi via Angelucci che percorri fino all'incrocio con via San Giovanni la quale deve il nome alla vicina chiesa, dove trovi una Madonna del Rosario dipinta a fresco da Andrea De Magistris nel 1558.

Prosegui diritto, nella stradina a te prospiciente, che corre rinserrata tra le case, al termine delle quali puoi continuare lungo il breve tratto di sentiero; dopo 140 m questo si innesta in via Provinciale che prendi a sinistra e che superati due tornati assume il toponimo di via Scalette. Al trivio poi giri a destra in via Santa Lucia che in breve ti porta all'omonima porta cittadina, del XVIII secolo, varcata la quale in appena 150 m sei in piazza Vittorio Emanuele II dove si trova il monastero di San Lorenzo delle Clarisse, costituito nel 1890 in sostituzione di quello antico che, fondato nel 1648 e chiuso nel 1861, sorgeva alle spalle del palazzo del Municipio in piazza Garibaldi dove pervieni passati altri 40 m.

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