Informazioni essenziali

Distanza: 9 km
Durata: 2h
Difficoltà: 1

Salita accumulata: 88 m
Discesa accumulata: 212 m

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TESTI IN AGGIORNAMENTO

Da Belforte del Chienti a Le Grazie

Uscito dalla piazza Vittorio Emanuele II, gira a destra per la piazza Garibaldi, passando tangente alla chiesa di Sant’Eustachio, dove si custodisce il grandioso polittico di Giovanni Boccati (1468), poi ti immetti in via Leopardi, sfiorando la chiesa del Santissimo Crocifisso, attestata fin dal XVI secolo. Quando la strada si innesta sulla via Principessa Margherita, prendi le scale che ti conducono dinnanzi alla chiesa di San Sebastiano.

APPROFONDIMENTO: costruita nel 1479 dalla Comunità di Belforte per implorare dal Santo la protezione contro il flagello della peste, fu a lungo ospedale dei pellegrini in viaggio lungo la via Lauretana; all’interno è tuttora conservato un affresco della Madonna di Loreto del XV secolo.

Da qui è possibile “tagliare” il boschetto tramite un breve sentiero sterrato che confluisce nella strada che porta al sottostante borgo di Santa Maria: dopo 217 m in discesa incroci la via Provinciale che attraversi immettendoti in un sentiero pedonale che taglia il lotto di terra portandoti davanti alla chiesa parrocchiale che dà il nome al borgo, altrimenti detta di San Pietro.

APPROFONDIMENTO: la chiesa, un tempo annessa al monastero silvestrino, fu ristrutturata nel 1838. Vi si venera una croce processionale del XV secolo ed una Madonna di Loreto tra Santi, dipinta su tela nel XVIII secolo.

Prosegui dunque lungo via Ciappi fino alla via Santa Maria, attraversata la quale la strada assume il toponimo di via Loreto; 85 m prima di prendere il ponte omonimo, con cui si passa al di sotto della superstrada, scorgi al centro dell’area verde alla tua sinistra l’arco trionfale che la Comunità di Belforte eresse in onore di Pio VI, in viaggio lungo la via Lauretana nel 1782. Al di là del ponte continua lungo la strada imbrecciata, fino a riprendere la via Santa Maria. Percorri la strada per 1,50 km fino alla rotonda a ridosso del viadotto Le Grazie. Prendendo la seconda uscita, cammina per ancora 1,10 km finché raggiungi la chiesa di Santa Maria delle Grazie.

APPROFONDIMENTO: la chiesa, disposta lungo il tracciato della via Lauretana, dista 3 km dal centro di Tolentino. Già di proprietà de convento di San Nicola, nel 1567 fu ceduta al Comune che la restaurò ed ampliò, dotandola del portico che gira su tre lati dell’edificio, a servizio dei pellegrini. Accanto all’ingresso in chiesta, sul prospetto esterno, quale traccia dell’antica funzione di posta, resta un’epigrafe che recita così: «DAQUI È / TOLENTINO È / UN MIGLIO E MEZZO / E DIECI PASSI Ó / PELLEGRINO / 1748».

Da Le Grazie a Tolentino

Dopo appena 105 m, sulla destra, si erge altro arco trionfale a Pio VI, coevo al precedente, anche questo in muratura di mattoni a faccia vista. Passati ulteriori 120 m svolta a destra in via Mattarella il cui tracciato va a costeggiare il lago, quindi conosce una brusca curva a gomito virando verso il centro storico. Passando tra le campagne, la strada prende il toponimo di contrada Pianibianchi che corre parallela al fiume, fino al ponte del Diavolo.

Attraversato il Chienti, imbocca a sinistra viale Filzi, ed ancora a sinistra via del Vallato al bivio che seguente. In corrispondenza dell’incrocio con via Osmani sta l’Ospedaletto del secolo XVI. Entrato in detta via, che prendi a destra, giungi alla scala in ferro con cui Sali al viale dei Cappuccini, attraversato il quale ti immetti in via Adriana che varca la porta che le dà il nome. Dopo 55 m svolti a destra in traversa Adriana, poi a sinistra in via delle Caserme. Prima di arrivare in piazza Maurizi, sulla destra, vedi la chiesa della Carità, attestata fin dal 1233 ma risalente più verosimilmente all’XI secolo, di cui notevole è il portale d’ingresso principale.

CURIOSITÀ: sul portale secondario della chiesa della Carità, in via delle Caserme, si legge lo stemma della Confraternita titolare, con il Cristo che risorge dal sepolcro reggendo tra le mani il disco crociato e, sullo sfondo, la croce del Golgota.

In Tolentino

Giunto in piazza Maurizi, costeggi la chiesa di San Francesco lungo il lato sinistro, passando per via Filelfo con la quale giungi in piazza della Libertà, già detta Maggiore. Nel medioevo vi si affacciavano il palazzo dei Priori ed il palazzo del Podestà, mentre al centro, fin dal ‘300, campeggiava la fontana di Piazza. Il palazzo Sangallo, sul lato orientale, fu eretto per volere del cardinal Parisani nel 1516, sopraelevato nel 1932, mentre ad ovest prende posto il palazzo del Comune, ricostruito in epoca postunitaria; dopo il 1860 vennero inoltre ampliati corso Garibaldi e via Roma.

Concludono la piazza sul lato meridionale il palazzo Bezzi Ludovici, sul lato sinistro di via San Nicola, ove tra il 1789 ed il 1881 furono rinvenuti significativi reperti archeologici di epoca romana, ed il palazzo Brancadori, attribuito ad Antonio da Sangallo il Giovane, che sorge sull’area già occupata dal palazzo dei Priori in corrispondenza dell’innesto di via Roma. A nord stanno il palazzo Massi Porcelli, costruito sui disegni dell’ing. Gullini tra il 1904 ed il 1906, e dall’altro lato di via Filelfo alto edificio porticato, anch’esso del XIX secolo, che cela l’abside di San Francesco.

APPROFONDIMENTO: eretta a partire dal 1270 con l’annesso convento, la chiesa fu più volte rimaneggiata, in particolare nel 1765 ed tra il 1873 ed il 1878. Ospita un affresco della Madonna di Loreto del 1454, attribuito a paolo da Visso, e un sacello processionale della Santa Casa del XVIII secolo.

Dalla piazza della Libertà imbocchi sulla sinistra corso Garibaldi che percorri in tutta la sua lunghezza fino all’incrocio con via Battisti, posto tra la concattedrale di San Catervo ed il torrione omonimo, in prossimità del quale è posta la fontana dei Putti, in ghisa, in realtà già collocata in piazza Maggiore nel 1892, anno in cui venne inaugurato in nuovo acquedotto.

APPROFONDIMENTO: la concattedrale, così come appare oggi, è frutto di tre salienti fasi costruttive: una prima chiesa di fondazione benedettina, anteriore al Mille; una secondo luogo di culto, successivo al 1256; ed un terzo tempio riedificato nel 1820 su progetto di Filippo Spada. Qui è conservato il sarcofago in cui fu deposto San Catervo, del IV secolo, ed una statua policroma in legno della Madonna di Loreto realizzata nel XVI secolo.

Da qui prendi a destra via XXV Aprile, in lieve discesa, fino a porta Marina, che oltrepassi immettendoti sulla via Flaminia, rientrando nel centro storico, quindi svolti di nuovo a destra in via Oberdan: supera la fontana delle Conchiglie in piazza Silveri, realizzata alla metà del XIX secolo, e costeggia la basilica di San Nicola lungo il fianco sinistro, pervenendo alla piazza su cui prospetta il fronte della chiesa. Sul lato destro, in via Bezzi, si apre l’ingresso al monastero degli Agostiniani, in cui puoi trovare ospitalità.

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