Fonte: EmmeTv

L'esperienza del pellegrinaggio da Assisi a Loreto sta prendendo sempre più piede, nonostante i problemi prodotti dal terremoto che ha colpito una cospicua porzione del territorio attraversato. Ma non ci sono solo i camminatori che con zaino e bastoncini marciano sui sentieri o lungo i bordi delle strade; c'è anche chi il pellegrinaggio lo ama fare pedalando sulla propria due ruote, con borse e sacchetti affardellati non sulle spalle ma sui portapacchi della bicicletta.

 

È un'esperienza diversa dall'andare a piedi, un po' meno "lenta", con percorsi alternativi ai tratti fuoristrada più impervi, ma che sperimenta comunque il peso – e il valore – della fatica, si confronta con l'alternarsi delle condizioni meteorologiche godendo di quelle favorevoli e soffrendo per quelle avverse. Da pellegrini, appunto.

Così è stato per Roberta e Riccardo, che hanno impiegato 4 giorni per percorrere i 150 km che separano la città di san Francesco dalla Santa Casa della Vergine.

Nella prima tappa si sono mossi da Assisi dopo aver timbrato la loro credenziale alla Basilica di san Francesco ed aver ricevuto la benedizione delle Clarisse della basilica di Santa Chiara. Dopo Spello si sono diretti verso Foligno, (discostandosi dal percorso tradizinale dalla via Lauretana, per evitare la salita fino a Treggio) e da qui, percorrendo la SS77, hanno raggiunto Colfiorito, totalizzando 45 km (e quasi 900 m di salita complessiva).

La seconda tappa è stata segnata dalla pioggia battente che ha accompagnato l'intera mattinata e dal passaggio attraverso alcuni dei paesi più pesantemente colpiti dal terremoto, Muccia, Polverina, per giungere, dopo 50 km, a Tolentino.

 

La terza tappa ha visto una partenza di buon mattino con prima destinazione l'abbazia di Fiastra, dove sono stati accolti da un monaco cistercense. Quindi tappa a Macerata, dove hanno fatto conoscenza con Giacomo e Daniele, animatori del progetto di recupero dei Cammini Lauretani. Sempre accompagnati da nuvoloni neri e freddo nel pomeriggio la ripartenza alla volta di Montelupone, dove i 33 km e le fatiche della giornata sono stati ripagati dall'accoglienza in un «luogo incantevole che non ci aspettavamo». 

L'ultima tappa, da Montelupone a Loreto è stata di soli 22 km, ma con un paio di salite che si sono fatte sentire al punto da costringere a compiere il tratto finale di ingresso a Loreto spingendo le bici a mano. La necessità di prendere un treno poco dopo mezzogiorno ha compresso il tempo da poter dedicare al santuario mariano, ma le emozioni non sono mancate: «La conclusione del nostro cammino – oltre a essere stata ovviamente sotto la pioggia! – è stata un insieme di sensazioni. Il viaggio terminato, ciò che si stava per lasciare e ciò che si era acquisito, ha provocato in entrambi una forte emozione, tanto da, una volta entrati nella chiesa di Loreto, toglierci le parole e tanto da commuoverci».

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