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1° Tappa, da Serravalle di Chienti a Caldarola, 35 km:
"Il toponimo evoca in modo netto il contesto orografico. Due filari di case a ridosso dell'antico asse stradale pontificio strette tra le montagne che chiudono la valle del Chienti.
Partiamo non prestissimo verso le 9 temperatura 3 gradi giornata sfavillante di luce.
Tentativo fallito di timbro credenziali in canonica poi passaggio in municipio dove un vigile gentilissimo appone il timbro del Comune sulle nostre credenziali.
Si parte camminando per lo più sulla sinistra Chienti. Tra boschi di Querce, filari di pioppi lungo il torrente, macchie di primule.
La segnaletica non è delle migliori ma ci è di grande ausilio la mappa scaricata dal sito dei Cammini Lauretani.
Lungo la strada chiesette e mulini.
Di grande interesse il Mulino di Gelagna, mulino ad acqua ricostruito e funzionante visitabile su prenotazione .
Un primo strappo tra macchie di ginestre (non ancora in fiore) verso il Santuario della Madonna di Col dei Venti; una sosta non lunga davanti al santuario perché in effetti tira vento ci consente di ammirare un panorama splendido dominato dalle cime innevate dei Monti Sibillini.
Una ripida scarpata ci porta a Muccia: centro storico piccolo ma elegante, ricco di rogge gonfie di acqua limpida, completamente abbandonato dopo il terremoto.
Breve pit stop per una birra e un panino in un bar vicino al villaggio di villini prefabbricati costruiti dopo il terremoto.
Proseguiamo per il lago di Polverina, artificiale alimentato dal fiume Chienti.
Lungo la strada sterrata che taglia ampi prati sostiamo davanti alla chiesa di San Francesco con protiro e lunette affrescate con immagini dei miracoli di san Francesco (chiesa chiusa a seguito del terremoto).

3Poco dopo sull'orizzonte imponente castello medievale del “Beldiletto” che racconta storie di cardinali abati e re che qui trovarono ospitalità.
Dopo la antichissima chiesa di San Giusto la pista lauretana si inerpica in salita tra sassi e rovi.
Dopo qualche chilometro di dura salita arriviamo in un vecchio piccolo borgo agricolo abbandonato da cui un sentiero scende verso valle.
Qualche chilometro ancora e sbuchiamo in una piccola radura con al centro un vecchio gioiello: una chiesetta, Madonna del Sasso, con campanile a vela addossata ad una ripida parete rocciosa che ricorda l'eremo di San Colombano.

Sosta per qualche foto e via... la stanchezza comincia a farsi sentire.. sull'orizzonte in fondo alla valle compare un altro laghetto artificiale di colore verde smeraldo.
Attraversiamo splendidi borghi medievali tutti tristemente chiusi a seguito del terremoto.
Verso le 17.45 dopo 8 ore di cammino arriviamo a Caldarola, grosso centro medievale dominato da un imponente castello con centro storico con edifici quali il palazzo municipale, il teatro comunale, la chiesa collegiata imponenti e sontuosi.
Anche qui purtroppo i segni dei recenti eventi sismici sono pesanti.
Domani ci aspetta Macerata!"

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2° Tappa, da Caldarola a Macerata, 30km.

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"Alle 8.30 proviamo a cercare in centro una chiesa/parrocchia dove farci apporre il timbro sulle credenziali.
Il centro (splendido!) è zona rossa. Chiese, edifici pubblici e privati chiusi. Troviamo una signora che sta portando il cane a passeggio; chiediamo del prete del paese e lei gentilissima lo chiama al telefono e gli chiede di riceverci nella sua chiesa baracca! Problema risolto.
Si parte in direzione di Belforte del Chienti, famoso per il maestoso polittico quattrocentesco della Chiesa di Sant'Eustachio.
Riprendiamo il cammino in direzione di Tolentino attraversando un paesaggio collinare di rara bellezza.
Entriamo a Tolentino da una scalinata che si apre attraverso la possente cinta muraria e subito cerchiamo la basilica di San Nicola da Tolentino attraversando l'elegante centro storico
Ci imbattiamo strada facendo con la chiesa di San Giacomo dallo splendido portale.
La basilica di San Nicola è ricoperta di impalcature e la facciata nascosta da teloni.
L'interno maestoso anche se il chiostro affrescato è inagibile.

6Ci fermiamo per un light lunch e verso l'una usciamo da una delle porte della città per dirigerci verso Macerata.
La strada sarà lunga con un primo tratto che si insinua tra colline verdissime costeggiando il fiume Chienti ed un altro tratto su monotona strada asfaltata che ricalca il tracciato della vecchia statale 77.
È un cammino duro e un po’ pericoloso.
A Dio piacendo arriviamo a Macerata stravolti tutti dalla stanchezza.

L'ultimo sforzo per salire al Centro storico è stato veramente defatigante
Entriamo dalla porta che si appoggia sullo Sferisterio, suggestivo ed elegante il centro.
Anche qui cattedrale chiusa dai tempi del terremoto"

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3° Tappa, da Macerata a Loreto, 30 km:

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"Si parte di buon mattino. Foto di rito davanti allo Sferisterio e poi alla ricerca di una chiesa aperta per un timbro sulla nostra credenziale. 
Trovata nei paraggi e via verso la nostra meta seguendo il percorso scaricabile dall'app dei Cammini Lauretani.
Non è una passeggiata nemmeno oggi; discese e risalite una dopo l’altra nello splendido paesaggio collinare intorno a Macerata .
Il verde intenso delle colline e macchiato quà e là dal marrone del terreno appena arato; lontano sull’orizzonte borghi medievali fanno corona a questo splendore!
Ad un certo punto lasciamo il percorso indicato che ci sembra un po’ troppo lungo per inoltrarci lungo una carrareccia attraverso verdi campi di grano (o di orzo ?)
Si arriva verso le 12 in un sito che ha conservato intatto il
fascino di una storia millenaria: l'Abbazia di San Firmano! 
Forme semplici e austere interno a tre navate e cripta a volte con una splendida statua del santo di Della Robbia. 
Dopo un breve spuntino si riprende il cammino verso Recanati che raggiungiamo lungo duri percorsi in salita; la fatica e temperatura della giornata bellissima e dal paesaggio che sembra raccogliere/accogliere la primavera che viene.
Entriamo finalmente nell’elegante centro cittadino di Recanati che visitiamo rapidamente: cattedrale, Piazza Mazzini, casa di Leopardi e chiesetta lungo il corso in cui si conserva una copia esatta della Santa Casa.

10Riprendiamo a camminare; scendendo dal borgo sull’orizzonte si staglia imponente la sagoma del grande santuario lauretano, siamo vicini alla meta!
Acceleriamo il passo per arrivare in tempo a Loreto per la S. Messa delle 18! 
L'ultimo tratto su asfalto non è segnalato benissimo ma offre scorci verdissimi e riposanti.
Sembrava finita ma non è così. Ci aspetta ancora un lungo rettilineo e un'ultima salita sui tornanti che salgono a Loreto.
L'ingresso nella piazza da porta San Giovanni, il maestoso colonnato e l'imponente basilica ci accolgono, quasi ci abbracciano dopo 100 km di fatica! È una grande emozione!
Emozione ancora più grande il giorno dopo sentire 
Papa Francesco nel piazzale della Basilica dire a una moltitudine di giovani.. è Dio che fa strada ..! Si è vero Francesco, è Dio che in tanti modi e forme ci ha fatto strada anche questa volta!"

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